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I Saracens non portano le loro stelle Maro Itoje, Jamie George, Tom Willis ed Elliot Daly a Tolone per la gara secca degli ottavi di finali di Investec Champions Cup di sabato. Il Bath non porta i giocatori internazionali più importanti Finn Russell e Will Stuart a Pau venerdì per gli ottavi di finali dell'Eprc Challenge Cup

Come mai? Gli inglesi hanno deciso di snobbare le coppe europee? Passi per la Challenge, dove anche le francesi schierano la formazione migliore solo nelle fasi finali, e nella fase a gironi sempre dopo aver valutato gli impegni di campionato. Ma la Champions Cup no. È il fiore all'occhiello del rugby di club europeo e mondiale. Tutti vogliono giocarla al meglio per provare ad arrivare più avanti possibile e vincerla. Cosa sta succedendo? Perché un club come i Saracens, più volte campioni, la snobbano?

Il precedente di Agen

È il tema interessante sollevato da Jerome Prevot su Rugbyrama-Midi Olimpique. Agganciando all'attualità l'unico precedente storico simile riguardante Agen in Challenge Cup. «Nel 2002 - scrive - incassò un pesante 59-10 contro i modesti gallesi dell'Ebbw Vale non schierando nessun nazionale come Lamaison, Benetton, Gelez per una questione di calendario del campionato francese, dove aveva dei match da recuperare. Per questo venne squalificato due stagioni (poi ridotte a una), subendo una multa di 100.000 euro e l'anno successivo non potè giocare in Europa».

Preferiscono il campionato

I tempi sono cambiati. Sarances e Bath 23 anni dopo non subiranno squalifiche. Il loro snobbare gli ottavi di finale delle due competizioni europee è la conseguenza degli accordi fatti per dare riposo ai giocatori internazionali troppo pieni di impegni. Dopo il 6 Nazioni devono essere tre settimane, alcuni di loro non le hanno completati. Così si preferisce darli nel match di una coppa  minore (Bath), o in una coppa maggiore dove non si pensa di andare avanti (Saracens), piuttosto che in Premiership. Dove i Saracens nell'ultima giornata hanno schierato tutti quei big, più Ben Earl partente dalla panchina, per battere 29-22 il Leicester di Michael Cheika e issarsi a 2 punti dalla zona play-off. Mentre il Bath pur essendo ampiamente capolista e avendo battuto 47-28 gli Harlequins nell'ultimo turno, ha scelto comunque di non schierare i big.

Il calcolo dei Saracens

I Saracens hanno fatto un calcolo preciso. Se anche passiamo il turno a Tolone, a caro prezzo, poi avremo un quarto di finale probabilmente a Tolosa (se batte da pronostico il Sale negli ottavi) e la corsa rischia di fermarsi lì. Quindi meglio previlegiare il campionato e dare la sosta ai big in Champions. «Abbiamo deciso che avrebbero saltato il match di Tolone già a metà 6 Nazioni - dice il director of rugby Mark McCall all Bbc - Non abbiamo dovuto farlo, abbiamo voluto farlo. È importante che i giocatori si fermino e riposino».

Ma così si inizia a svilire anche il valore assoluto della Champions Cup. Finora non era mai successo. Con il moltiplicarsi degli impegni nazionali e internazionali rischia di succedere sempre più speso. Il caso Saracens potrebbe fare scuola.