1 anno fa 16/11/2017 10:26

Marcello Cuttitta: “A Milano mancano le strutture, serve un grande stadio”

“L'Italia ha pagato quel cambio di generazione che doveva fare 10 anni fa”

Marcello Cuttitta, assieme al fratello Massimo, ha fatto la storia della Nazionale Italiana di Rugby, lui giocava ala ed è stato il miglior marcatore della storia dell'Italia ai mondiali con 6 mete in 3 edizioni (1991, 1995, 1999). Marcello, ora allenatore dei Lyons Settimo Milanese in Serie C, è recentemente tornato dalle Bermuda dove ha allenato la rappresentativa “Italian Classic XV”, un torneo dedicato alle leggende del rugby mondiale.

Lui che con la maglia del Milan ha portato a Milano quattro scudetti in 10 stagioni parla del rugby milanese da Il Giorno:

Cosa manca a Milano per tornare quella di vent'anni fa?  “Mancano le strutture: è difficile che un imprenditore faccia un investimento in assenza di un campo all'altezza. Serve uno stadio che possa ospitare 15.000-20.000 persone”.

E’ periodo di test match, la Nazionale di O'Shea sabato ha vinto la prima partita dopo 9 KO consecutivi... “L'Italia ha pagato quel cambio di generazione che doveva fare 10 anni fa”.

Tornando al passato, i fratelli Cuttitta hanno fatto parte di quel grande Milan che ha dato spettacolo in tutta Italia, in quegli anni avevano vestito il rosso nero campioni del calibro di Diego Dominguez, Franco Properzi e David Campese…

“E pensare che abbiamo rischiato di non venire a Milano” - spiega Cuttitta - “all'epoca io e Massimo giocavamo ne L'Aquila, la nostra prima società. Essendo appena arrivati dal Sudafrica, la regola federale non prevedeva alcun trasferimento e quindi L'Aquila Rugby non ci diede il nulla osta per il trasferimento a Milano. E dire che eravamo già da un pezzo nel giro della nazionale. Insomma, per colpa di un regolamento un po' sciocco ho perso due anni e mezzo di attività. Il Milan pagò fior fior di quattrini per averci.”

“L'Amatori Milano faceva parte della polisportiva della Mediolanum voluta da Silvio Berlusconi, dove eravamo seguiti professionalmente da medici, allenatori e preparatori all'altezza. E la nostra squadra era composta da 12/15 dei titolari della nazionale italiana. E fu proprio quel gruppo II che portò l'Italia nel 6 Nazioni.”

Risale al 1996 l’ultimo scudetto vinto, poi cosa è successo? “Berlusconi decise di intraprendere la carriera politica e quindi lentamente si sciolse la polisportiva. L'Amatori, che per due-tre stagioni giocò con il marchio Milan, fu l'ultimo a sciogliersi. E nel frattempo Berlusconi ci diede due anni di buonuscita, così abbiamo avuto il tempo di decidere quali strade percorrere. C'è chi rimase a Milano per cercare un lavoro, chi come mio fratello accettò un'offerta dall'estero. A me arrivò una proposta dai Leicester Tigers in Inghilterra, ma rinunciai.”

 

In foto Mauro Tommasi e Marcello Cuttitta (dx)

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