2 mesi fa 22/07/2022 18:38

RWC 2023, lo scoglio Uruguay fa più paura degli All Blacks

I Teros sono il lasciapassare ad Australia 2027, ma vincere sarà dura

Il Cile alla RWC è un campanello d’allarme?! Dipende dai punti di vista. Nell’ottica di sviluppo del rugby non può che far piacere vedere una nuova esordiente, in primis una nuova nazionale sudamericana, pronta ad arricchire il panorama ovale.

Dal punto di vista degli Azzurri… sì fa paura! Fa paura perché il Sud America sta emergendo. Stanno venendo a galla nuove contendenti dalla seconda fascia, squadre che al Mondiale possono arrivarci. E se il Cile è l'ultimo arrivato nell’Ovalia che conta, cosa possiamo dire di chi alla Rugby World Cup ci banchetta da tempo come i Pumas ormai presenza fissa. E la squadra di Cheika non parla di quarti di finale, gli argentini vogliono LA finale.

Poi ci sono i Teros. Ecco… con loro sarà dura. Per la nazionale di Meneses l’Italia può essere il ticket per la RWC 2027. Gli uruguayani non sono più così prevedibili nel gioco. Alla Rugby World Cup 2019 hanno ottenuto una vittoria storica contro i molossidi fijiani. Non era scontato: appena quattro anni prima, a Milton Keynes, in occasione della RWC 2015 Fiji debellò La Celeste per 47 a 15. 

Così è se vi pare! Le cose cambiano. Se gli uruguayani puntavano ad almeno una vittoria nel 2019... adesso ne vorranno due. E in Francia possono giocarsi le carte vincenti perché i nostri Azzurri e i namibiani sono al loro stesso livello. Il 17 a 10 del Lanfranchi lo scorso 20 novembre dice tutto. Molti diranno "ma l'Italia A è uscita ampiamente vincente con l'Uruguay (al Plebiscito terminò 31 a 13)". Certamente, ma diamo uno sguardo alla squadra schierata da Meneses in quel contesto: quattro i titolari schierati, con un turnover di undici elementi e i giovanissimi Baltazar Amaya, Felipe Arcos Perez e Mateo Vinals all'esordio internazionale. Questo non è un caso, perché la settimana successiva a Parma il buon Meneses ha stravolto il XV titolare.

I Teros, la Georgia, il Portogallo… forse anche Spagna e Romania sono tutte sul nostro stesso piano e il Sei Nazioni non farà da paravento contro queste squadre, perché quando si impegnano sanno metterci in difficoltà e la scarsa confidenza di gioco diventa un’arma a doppio taglio. Non siamo al livello di Scozia o Galles, non possiamo sottovalutare il prossimo.

Non la prendano a male ora gli addetti ai lavori ma gli ultimi test match dicono tutto: per il prossimo anno toccherà accantonare la speranza di battere Francia o All Blacks. A Saint-Etienne e Nizza gli Azzurri non potranno fare scherzi. Crowley dovrà mettere la squadra migliore in campo se si vuole sperare nella qualificazione alla RWC 2027, sin dalla prima sfida con gli africani. Il match di Nizza con l’Uruguay è in una posizione pericolante: a dieci giorni dalla prima partita con la Namibia, più di una settimana di pausa che rischia di far rilassare troppo la squadra.

 

 

 

Foto Alfio Guarise

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