1 anno fa 28/03/2019 14:48

“Uno dei mali del rugby italiano? Il rapporto con gli arbitri” parola di Tosh Askew

Una breve analisi di Tosh Askew su arbitri e settore giovanile

Tosh Askew ha 63 anni e di mestiere fa l’allenatore. L’inglese, prima dell’avvento del professionismo, giocava mediano di apertura nel Liverpool Yorkshire nella prima divisine del campionato britannico. Una volta passato dall’altra parte della linea di touche ha iniziato ad allenare e, in UK, ha avuto una carriera di tutto rispetto: dal 2002 al 2006 è stato Head Coach dell’Inghilterra U19 e degli England Saxons (il corrispettivo inglese della nostra Nazionale Emergenti), dal 2006 al 2009 è stato alla guida tecnica della squadra di rugby alla Loughborough University, mentre per ben 8 anni (2007-15) è stato il responsabile tecnico della Leicester Academy, l’Accademia dei Leicester Tigers.

Nel 2015 decide di attraversare la Manica per la sua prima esperienza all’estero, in Italia e più precisamente a Genova dove per 3 anni è stato i capo allenatore del Cus Genova Rugby in Serie A raggiungendo le semifinali nella scorsa stagione (i liguri sono usciti sconfitti dal doppio scontro diretto con il Valsugana ndr).

Abbiamo quindi deciso di parlare con un personaggio che conosce bene a livello tecnico sia il rugby inglese che quello italiano. Tosh Askew ci parlerà del livello del rugby di casa nostra, di arbitri, di settore giovanile e della sua Inghilterra.

 

Cosa pensi del campionato italiano, in particolare modo della Serie A?
“La Serie A è sicuramente un campionato molto fisico ma penso che non ci siano le skills che dovrebbero esserci. Serve una maggiore attenzione sui dettagli, è necessario lavorare nello specifico su quello che i giocatori devono fare nelle specifiche situazioni di gioco”.

Che difficoltà hai trovato nell’esperienza sulla panchina di una squadra del campionato italiano?
“Sicuramente ho trovato molte difficoltà nel rapportarmi con gli arbitri, in Italia sembra che agli arbitri piaccia fischiare.”

In Inghilterra non è così?
“In Inghilterra generalmente si cerca di prevenire un fallo, gli arbitri chiamano un giocatore chiedendogli di togliere le mani dal pallone, avvertendolo. In Italia invece l’arbitro fischia subito senza prevenire.”

“Penso che il rugby italiano possa migliorare moltissimo con una relazione migliore tra arbitri e giocatori.”

 

E a livello di settore giovanile, secondo te, come possiamo lavorare meglio in Italia?
“Per migliorare la crescita dei giocatori è necessario far si che questi, già da giovani, abbiano la possibilità di imparare e capire il rugby. Ho visto giocatori molto prestanti a livello fisico ma che non hanno la capacità della comprensione del gioco.”

“Nelle giovanili di un club bisognerebbe fare molti più giochi in allenamento - continua Tosh -. In Italia si tende molto a fare esercizi che indirizzano a un obbiettivo, mentre attraverso giochi anche semplici i ragazzi sarebbero molto più liberi di comprendere il gioco del rugby.”

“Ho avuto difficoltà nel mio primo anno da allenatore a Genova, è stata una esperienza iniziale molto difficile perché i giocatori erano abituati allo stile italiano, erano impauriti dalla libertà che gli lasciavo nell’interpretare le situazioni di gioco. Ci vuole tempo, ma a Genova ha funzionato.”

 

Torniamo a parlare di Inghilterra, come si è comportato il XV della Rosa al 6 Nazioni?
“A mio modo di vedere il 6 Nazioni quest’anno non è stata una grande competizione a livello tecnico, le difese hanno dominato a scapito del gioco in attacco che è stato schiacciato dalla difesa.”
“Penso che l’Inghilterra abbia provato a giocare diversamente incentrando il Game Plane sul gioco al piede invece che giocare alla mano. Penso quindi che il piano di gioco non abbia reso a sufficienza, non è stato redditizio. E nelle difficoltà non c’è stata l’applicazione di un Piano B.”

Cosa dobbiamo aspettarci dall’Inghilterra al Mondiale?
“Le aspettative dell’Inghilterra al Mondiale? Considerando le risorse a disposizione della RFU non possiamo aspettarci altro che la finale.”

Cosa farai la prossima stagione? Il tuo futuro sarà ancora in Italia?
“Mi piace l’Italia, la sua gente e il clima. In questo momento non ho pianificato ancora nulla ma vorrei rimanere.”

 

 

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Foto Leicester Tigers

 

 

 

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