1 anno fa 07/06/2020 01:23

Rugby, sport sottovalutato o sopravvalutato? Fabio Caressa fa riflettere

“Il rugby è poco considerato come sport vero e proprio, si pensa a una specie di spettacolo o di concetto filosofico”

Perché il rugby in Italia non è esploso? Perché è ancora poco considerato rispetto ad altre discipline come il calcio (per fare un nome a caso)? Eppure quando gioca la Nazionale gli stadi si riempiono…..

Una recente intervista al noto commentatore televisivo Fabio Caressa ha riportato sul tavolo concetti a lungo espressi sulle problematiche che ha avuto il rugby italiano negli ultimi anni.

Fabio Caressa è giornalista, commentatore e conduttore televisivo, la voce delle telecronache calcistiche di Sky Sport oltre che di Poker e Nuoto (Olimpiadi 2012), uno tra i volti più apprezzati e conosciuti della televisione sportiva.

 

In una recente diretta Youtube a Fabio Caressa viene chiesto quale altro sport gli sarebbe piaciuto commentare, ecco le sue considerazioni.

 

“Mi sarebbe piaciuto commentare il rugby”.

Uno Sport sottovalutato in Italia?
“Sottovalutato da un certo punto di vista, sopravvalutato da un altro punto di vista, nel senso che lo si è sempre considerato parlando della retorica dello sport e lo si è poco considerato come sport vero e proprio.”

“Secondo me il rugby ha avuto grandi opportunità in Italia che purtroppo sono state buttate via da male-gestioni. Perché il ritorno che ha avuto la Nazionale… Mi ricordo un’Italia - Nuova Zelanda con San Siro pieno, l’Olimpico è quasi sempre pieno quando gioca la Nazionale e purtroppo la Nazionale (….) non vince. Ha perso un numero di partite impressionante. Quindi è stato sfruttato poco un grande abbrivio perché troppo spesso si è parlato della retorica dello sport e quindi poi ci si avvicinava al rugby non come un vero e proprio sport ma come una specie di spettacolo o di concetto filosofico, mentre il rugby è uno sport e negli sport bisogna vincere, è quello che conta.”

 

 

 

 

 

 

Fabio Caressa dal minuto 41:00

 

Aldo Nalli  1 anno fa

Ma certo che è soprattutto una filosofia, guarda Dan carter, da più pagato alla paga base... Non può essere solo uno sport, il paradosso è che più te le dai più si crea un unione, soprattutto in allenamento... Ne avrei tante da dire su sto concetto... Comunque con tutto il rispetto hai proprio sbagliato, è una filosofia in tutto il mondo, non solo in Italia, pertanto non è quello il problema....

Michele Morra  1 anno fa

Sono anni che ci prendiamo in giro con la storiella dello stadio pieno per Italia-AB,sono gli All Blacks che riempiono gli stadi,anche se giocano da soli o si allenano a giocare a golf.Da questo angolo visuale si sbaglia l'analisi,piuttosto bisogna puntare sulla atavica incapacità di noi Italiani di riuscire a programmare qualcosa che vada oltre il calcetto del giovedì sera.Il rugby da noi era ed è rimasto confinato in quel microcosmo di addetti ai lavori e familiari al seguito,e tale rimarrà per un bel pezzo ancora.Sempre se,a furia di risultati deludenti della nazionale,non si estingue del tutto e resta vivo solo in un paio di province del nord est.Il rugby è sopratutto filosofia,anche di vita,e con gli Italiani poco o nulla c'entra.

Alessandro Filomeni  1 anno fa

Una volta riempiva gli stadi..... Negli ultimi anni i tifosi si sono stufati di perdere, mi ricordo un recente Italia - Galles da 38.000 spettatori (roba da vecchio Flaminio)!!!

Marco Marchesin  1 anno fa

.. il concetto parte sbagliato! Non servono stadi pieni per 3 partite di un 6N oppure dei TM della nazionale. Pieni di curiosi chat contribuiscono a rimpinguare alcune Tasche! Sono un ex giocatore di rugby, sono innamorato del mio sport ma devo riconoscere il limite di una disciplina sportiva. I limiti sono di svariate tipologie; dal numero dei praticanti alle tipologie di attività ed approcci alla disciplina dalla qualità di approccio dagli investimenti e non ultimo il DNA della disciplina dei tesserati. Potremo fare discorsi su discorsi per molte discipline sportive diverse dal Calcio. . Già nel calcio si vedano i risultati o non risultati e comunque come siano cambiati gli assestamenti delle giovanili e delle Primavere.. non dovevamo trasformare il rugby in un carrozzone mediatico macina soldi x le sfilate di una nazionale Vergognosamente impiegate. Abbiamo avuto Coach di tante nazionalità eppure Niente... pochi, convinti, ben svezzati e preparati da accademie Serie. Scambio di giovani con altre società britanniche seguiti e pagati .. meno stranieri ed oriundi di acquisito diritto di nazionalità che va a discapito dei nostri giovani. Costi dei biglietti più bassi... etc

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