2 anni fa 11/06/2018 14:36

Emile Ntamack: la pantera nera

Uno dei migliori trequarti francesi di sempre

All’epoca in cui giocavo ci divertivamo parecchio e scherzavamo spesso. Era un altro modo di vivere il rugby, ma sul prato sapevamo cosa fare. E se all'esterno ci siamo rilassati, posso assicurare che dentro sapevamo come fare pressione su di noi stesso.” (Emile Ntamack)

Proprietario di una corsa veloce ed elegante, che gli è valsa il soprannome di Pantera Nera, il francese Emile Ntamack è stato un trequarti versatile, in grado di giocare indistintamente estremo, ala e centro. Ntamack ha guadagnato 46 caps con la propria nazionale, dalla metà degli anni ’90 sino all’inizio del nuovo millennio, prendendo parte alla Coppa del Mondo del 1995 e in quella successiva, con la Francia che è arrivata rispettivamente al terzo e al secondo posto. È stato però con il Tolosa che il trequarti ha dato il suo meglio, tanto da essere ancora oggi considerato al primo posto nell’elenco dei migliori giocatori della squadra. In diciassette stagioni, infatti, Emile ha collezionato 103 presenze per il club occitano e nel proprio palmares vanta sette titoli di Top 14 e due Heineken Cup.

Emile Ntamack è nato il 25 giugno 1970 a Lione, dove ha iniziato la propria attività sportiva giocando a calcio e correndo sulle piste di atletica leggera. Solo in seguito il ragazzo ha conosciuto il rugby e ha iniziato a praticarlo a Meyzieu, nei sobborghi della sua città natale.

In seguito, per ragioni di studio, Emile si è trasferito a Tolosa, dove si è iscritto presso il settore di studi sportivi del Lycée Jolimont. Una volta arrivato nel capoluogo dell’Occitania, Ntamack ha firmato come cadetto per l'Association Sportive Vauréenne e ha giocato qualche stagione nelle giovanili, in una squadra in cui c’era anche suo fratello Francis, più giovane di due anni, terza linea centro.

Con i Rouge et Bleu Emile ha disputato alcune partite nella prima squadra, che all'epoca partecipava alla Terza Divisione. Poi, nel 1988, si è unito allo Stade Toulousain.

Nelle sue due prime stagioni con il club rosso-nero Ntamack ha conquistato la Coup Frantz-Reichel, ovvero il campionato francese di Elite A Under-21, e nel 1993 ha vinto la Coppa di Francia (che allora si chiamava ancora Challenge Yves du Manoir) battendo in finale il Castres Olympique per 13 a 8. Lo stesso anno Emile ha assolto il servizio militare nei paracadutisti e con il XV dell’Esercito ha trionfato nel campionato militare.

Sempre nel 1993, esattamente il 1 giugno, Emile è stato invitato per la prima volta a giocare con i French Barbarians in un incontro con il XV del Presidente a Grenoble. I Baa-Baas hanno vinto 92 a 34.  L'11 novembre, invece, il trequarti ha giocato di nuovo con loro contro l'Australia a Clermont-Ferrand, dove il club ad inviti con la maglia bleu ciel, bleu roi et bleumarine si è inchinato con il punteggio di 26 a 43.

Ntamack è stato invitato per la terza volta dai Barbari Francesi il 6 settembre 1994, quando ha giocato contro i Barbarians ufficiali allo stadio Charlety di Parigi. I French Barbarians hanno sconfitto i loro omologhi internazionali per 35 a 18.

Intanto, con il Tolosa, nella stagione 1993-94, il trequarti ha conquistato il suo primo Bouclier de Brennus.

Dopo avere sconfitto il Narbonne ai quarti di finale (con Ntamack che ha calciato nell’acca due piazzati) e d il Dax in semifinale, il 28 maggio 1994 la squadra allenata da Guy Novès si è trovata sull’erba del Parco dei Principi per giocarsi il titolo con l’AS Montferrand. Gli occitani hanno vinto 22 a 16 con una meta del mediano di mischia Jérôme Cazalbou e ben 17 punti al piede di Christophe Deylaud, autore tra l’altro di due drop. Erano cinque anni che Les rouge et noir non vincevano il campionato e da quel momento hanno aperto un ciclo vincente che sarebbe durato quasi dieci anni.

Proprio nel 1994, Emile ha esordito con la maglia della nazionale guidata da Pierre Berbizier. Il 19 febbraio il trequarti ha iniziato la sua avventura in blu schierato all’ala contro il Galles al Cardiff Arms Park, dove la Francia ha perso 15 a 24.

In estate Ntamack è partito con la squadra per un tour che lo ha portato in Canada, dove ha realizzato la sua prima meta internazionale, nonostante l’imprevista sconfitta per 16 a 18 causata anche dall’espulsione di Philippe Sella, e poi in Nuova Zelanda. Nel Paese della Lunga Nuvola Bianca i Coqs hanno trovato due incredibili vittorie contro gli All Blacks. A Christchurch, il 26 giugno 1994, giorno in cui Sella è diventato il primo uomo del rugby ha raggiungere il traguardo dei 100 caps, la Francia ha sconfitto i neri con il punteggio di 22 a 8. Il 3 luglio la squadra di Pierre Berbizier ha bissato vincendo sull’erba dell’Eden Park per 23 a 20, con Emile che ha segnato una delle due mete (l’altra è stata realizzata dall’estremo Jean-Luc Sadourny). Ntamack aveva marcato anche una doppietta il 15 giugno, durante l’incontro non ufficiale contro il XV di Waiparapa Bush. Durante quel tour il trequarti di Lione ha suscitato l'ammirazione di uno dei suoi avversari: il giovane Jonah Lomu.

Nel 1995 Ntamack ha realizzato una meta al Galles e un’altra all’Irlanda, contro la quale ha messo ha segno anche una trasformazione ed un penalty. Sono state queste le uniche due partite da lui giocate in quel Cinque Nazioni: le uniche due partite che la Francia ha vinto.

Il 6 maggio il Tolosa si è laureato di nuovo campione di Francia battendo in finale 31 a 6 il Castres Olympique. Una meta di Stéphane Ougier e poi l’apertura Christophe Deylaud ha realizzare il resto dello score con il suo piede magico. Ntamack aveva siglato una meta al Agen nei quarti di finale e poi quella a tempo scaduto in semifinale che, con la trasformazione, ha permesso alla sua squadra di battere il Bourgoin-Jallieu 16 a 10 e passare così il turno. In quella partita Emile aveva anche calciato tra i pali un piazzato.

Un mese dopo il trequarti di Lione è partito con la nazionale per il Sudafrica, dove si è svolta la terza edizione della Coppa del Mondo di Rugby.

Ntamack ha disputato cinque delle sei partite in cui è stata impegnata la Francia, mancando solamente il match con la Costa D’Avorio nella prima fase. Il XV di Berbizier si è classificato primo nel proprio girone, avendo battuto Tonga, gli ivoriani e la Scozia. Quest’ultima partita è terminata 22 a 19, grazie alla meta a tempo scaduto di Emile.

Approdati ai quarti, Les Bleus hanno battuto l’Irlanda 36 a 12, con la Pantera Nera che ha valicato di nuovo la linea proibita dopo un intercetto all’80° minuto; ormai la sua specialità.

In semifinale la Francia si è trovata di fronte la nazionale di casa. La partita è andata in scena il 17 giugno 1995 sotto una pioggia torrenziale e si è riusciti a disputarla solo grazie all'intervento di numerosi volontari che hanno spinto l'acqua fuori dal campo con gli spazzoloni. La battaglia, perché di questo si è trattato, non ha permesso ai trequarti di proporre le loro corse e ha regalato agli Springboks la gioia di una vittoria di misura per 19 a 15 e la possibilità di giocarsi la finale contro gli All Blacks. Per i francesi, invece, è rimasta solo la consolazione della finale per il terzo posto, vinta contro l’Inghilterra a Pretoria per 19 a 9. L’ala del Tolosa ha schiacciato l’ovale sull’erba per la terza volta in quel mondiale e, guarda caso, ancora pochi secondi prima del fischio finale. Le sue performance durante il torneo iridato lo hanno visto inserito nel XV ideale della Coppa del Mondo e gli hanno permesso di vincere l’Oscar du Midi Olympique del 1995, il premio che viene assegnato dai giornalisti al miglior giocatore di Francia di ogni stagione.

Dopo il mondiale Berbizier ha lasciato la panchina della nazionale francese e al suo posto è arrivato Jean-Claude Skrela, il quale a ottobre ha condotto la squadra alla vittoria della Coppa Latina in Argentina. La Francia ha sconfitto nell’ordine l’Italia, la Romania e i padroni di casa. Dal canto suo Ntamack ha realizzato una meta agli Azzurri di Georges Coste e una doppietta ai Pumas.

A novembre, sempre di quel lungo 1995, Les Bleus hanno affrontato gli All Blacks in due test casalinghi. Il primo, disputato a Tolosa, ha visto i padroni di casa trionfare 22 a 15, con tre mete segnate contro le zero dei neozelandesi. Una settimana più tardi a Parigi sono stati gli uomini di Laurie Mains a vincere con il punteggio di 37 a 12.

Emile ha disputato tutti gli incontri del Cinque Nazioni del 1996, rifilando una doppietta all’Irlanda nel giorno dell’esordio in maglia verde del mago di Belfast David Humphreys, e un’altra marcatura al Galles. Il trequarti ha valicato la linea proibita anche il 20 aprile, nel match di Aurillac contro la Romania.

A giugno la Pantera Nera ha intrapreso un tour in Argentina con la nazionale francese. La squadra di Skrela ha vinto tutti e cinque gli incontri in programma, tra i quali due test match con i Pumas. Ntamack ha realizzato una doppietta nel primo di essi, il 22 giugno, e poi ancora una meta nel secondo, una settimana più tardi.

Il 25 settembre a Cardiff è andato in scena un inusuale match con il Galles, che solo all’ultimo i francesi hanno deciso di considerare ufficiale. Dopo avere chiuso il primo tempo sotto per 10 a 21, i Coqs sono riusciti a ribaltare la situazione e portare a termine una vittoria per 40 a 33. L’incontro ha avuto strascichi disciplinari per le numerose scazzottate tra i giocatori delle due compagini.

A livello di club, nel 1996 Emile è diventato il capitano del Tolosa e ha conquistato il suo terzo Scudo di Brenno consecutivo. Lo Stade Toulousain ha sconfitto l’ES Catalane agli ottavi, il Narbonne ai quarti e il Dax in semifinale. Quindi, il 1 giugno 1996, si è trovata di fronte il Brive per la finalissima. La sfida è terminata 20 a 13 a favore degli Occitani, i quali hanno marcato una meta con David Berty e sono riusciti a centrare l’acca con ben tre calci di rimbalzo: due per merito del cecchino Christophe Deylaud e uno con Thomas Castaignède.

Il 7 giugno 1996 Ntamack ha condotto da capitano lo Stade Toulousain nella prima finale di Heineken Cup della storia, disputata all’Arms Park contro il Cardiff RFC. I francesi, che in semifinale si erano sbarazzati dello Swansea, hanno vinto per 21 a 18 dopo i tempi supplementari grazie ad un penalty calciato da Deylaud al minuto numero 115 e sono così diventi i primi campioni d'Europa.

Il Tolosa ha fatto poker in Top 14 nella stagione successiva. Questa volta in finale, il 31 maggio 1997, è stato battuto il Bourgoin-Jallieu con il risultato di 12 a 6: tre penalties e un drop per Christophe Deylaud, contro due piazzati di Nigel Geany. La squadra di Guy Noves è diventata così la seconda squadra francese ha vincere quattro titoli consecutivi dopo che ci era riuscito il Bordeaux dal 1904 al 1907.

A causa di una pubalgia, il nativo di Lione ha giocato una sola partita nel 1997, quella contro l’Irlanda a Dublino, nel contesto di un Cinque nazioni sfociato nel primo Grande Slam francese dopo dieci anni. La medesima pubalgia ha afflitto Emile anche per buona parte dell’anno successivo ed il suo ritorno tra i Coqs è avvenuto nella partita con l’Argentina a Nantes il 14 novembre 1998.

Il ragazzo è tornato in piena forma nel 1999. Innanzitutto è stato uno dei pochi francesi ad essere giudicato positivo nell’ultimo Cinque Nazioni prima dell’ingresso dell’Italia. La Francia ha vinto solo il match con l’Irlanda al Lansdowne Road, dove Ntamack ha siglato una meta. Il trequarti, che ha disputato tutti gli incontri nel ruolo di estremo, ha quindi realizzato una hat trick contro il Galles, gara persa per un solo punto (33 a 34) e poi ha varcato la linea proibita della Scozia l’ultima giornata. Queste cinque mete hanno posizionato la Pantera Nera al primo posto nella classifica dei metamen di quell’edizione del torneo.

Il 29 maggio 1999 Emile ha disputato la sua quinta finale di Top 14 e ha conquistato nuovamente il Bouclier de Brennus. Stavolta a soccombere sotto i colpi dei rosso-neri è stato l’AS Montferrand, anche se il risultato di 15 a 11 la dice lunga sull’equilibrio che ha regnato in campo.

Ntamack è passato a giocare trequarti centro durante il tour che la nazionale in blu, priva di parecchi titolari, ha intrapreso a giugno nel Pacifico. La squadra di Skrela ha sconfitto Samoa, ma è uscita battuta dal match con Tonga (dove Emile non ha giocato) e poi è stata asfaltata prima ad Hamilton dalla Nuova Zelanda A (45 a 24) e poi dagli All Blacks a Wellington per 54 a 7. 

È stato a causa di questi risultati che in autunno, quando si è svolta la Coppa del Mondo in Galles, i Bleus non erano considerati tra i favoriti.

Emile ha giocato tutte le partite di quel suo secondo mondiale. Nei primi due incontri della fase a gironi, con Canada e Namibia, l’atleta del Tolosa è stato schierato all’ala e ha varcato entrambe le volte la linea bianca.

Poi, nel match con le Fiji, Skrela ha deciso di posizionarlo al centro della backline in coppia con Richard Dourthe, mentre con il numero 14 ha giocato Philippe Bernat-Salles. La Francia è arrivata prima nel proprio girone, vincendo tutte e tre queste partite con facilità e ai quarti si è sbarazzata agilmente dell’Argentina con un perentorio 47 a 26, realizzando sei mete, una delle quali con Ntamack.

In semifinale l’ostacolo da superare si chiamava Nuova Zelanda, la squadra che solo quattro mesi prima a Wellington li aveva demoliti. È stato proprio lì, però, che gli uomini capitanati da Raphaël Ibañez hanno compiuto l’impresa. Sull’erba di Twickenham, di fronte a 73000 spettatori, la Francia è riuscita a mandare in cortocircuito la corazzata arrivata dal sud del mondo. Nonostante un Jonah Lomu in stato di grazia, autore di due mete con tanto di avversari spazzati via con incredibile facilità, gli All Blacks sono rimasti annichiliti di fronte ai trequarti in maglia blu. I primi ad andare a punti sono stati i Coqs con un piazzato di Christophe Lamaison, prima pareggiato e poi superato da due penalties di Andrew Mehrtens. A metà del primo tempo, il mediano d’apertura francese è andato a schiacciare oltre la linea di meta, sfruttando una bella fuga di Christophe Dominici, placcato proprio mentre stava per fare meta. Lo stesso Lamaison ha trasformato, ma Mehrtens, dopo due minuti, ha riportato sotto i suoi con un calcio in mezzo ai pali. Ancora un minuto e Jonah Lomu ha varcato con forza la linea proibita, con ben cinque francesi che contemporaneamente hanno tentato invano di buttarlo a terra. Grazie ad un altro piazzato di Merths il primo tempo si è chiuso sul 17 a 10 a favore degli All Blacks. La ripresa si è aperta con la seconda marcatura di Big Lomu, a seguito di una delle sue azioni travolgenti. Sembrava il colpo di grazia, ma ecco accadere quello che nessuno si sarebbe aspettato. La Nuova Zelanda ha smesso di giocare e, di conseguenza, i transalpini si sono fatti via via sempre più intraprendenti. Nel giro di venti minuti i Bleus hanno realizzato tre mete bellissime: quella d'intercetto di Christophe Dominici, quella costruita da un grande lavoro degli avanti e finalizzata da Richard Dourthe e quella di Philippe Bernat-Salle, con l'ovale spinto avanti a calci per tutta la lunghezza del campo manco fosse una partita di soccer. Le marcature sono state tutte trasformate da Lamaison, autore anche di due drop a un paio di minuti l’uno dall’altro e di due penalties. La meta a tempo scaduto di Jeff Wilson è servita solamente a rendere meno amaro il punteggio. Sul tabellone campeggiava Francia 43 – Nuova Zelanda 31.

Purtroppo, nella finale di Cardiff Les Bleus nulla hanno potuto contro lo strapotere dell’Australia di John Eales. Se per un attimo i francesi avevano pensato di replicare il secondo tempo con la Nuova Zelanda, la loro velleità è stata bloccata sul nascere dalla coriacea difesa giallo-oro. La nazionale di Skrela ha perso 12 a 35, con il solo Christophe Lamaison a realizzare punti, uno score che riflette pienamente la superiorità tecnica ed atletica dei Wallabies.

Nonostante l’ottimo secondo posto conseguito, Jean-Claude Skrela ha deciso di lasciare la guida della nazionale alla fine di quel mondiale. La FFR ha affidato l’incarico a Bernard Laporte, il quale, nel 2000, ha avuto l’onore di condurre i Galletti nel primo Sei Nazioni.

Emile ha disputato tutte le partite del torneo: le prime tre schierato trequarti ala, la quarta, con l’Irlanda, estremo al posto del titolare Thomas Castaignede, e l’ultima, quella con l’Italia, trequarti centro. La Pantera Nera ha realizzato una meta nella sfida d’esordio vinta con il Galles al Millenium Stadium e si è procurato un cartellino giallo durante l’incontro con la Scozia. La partita con gli Azzurri, andata in scena il 1 aprile 2000 allo Stade de France, è stata l’ultima di Ntamack con il galletto sul petto.

In totale Emile ha guadagnato 46 caps con la propria nazionale, nei quali ha totalizzato 135 punti, frutto di 26 mete, 1 trasformazione e un calcio di punizione.

Ntamack ha comunque continuato la sua avventura rugbistica a livello di club.

Nel 2001 il trequarti si è laureato per la sesta volta campione di Francia con il Tolosa, grazie alla vittoria del 9 giugno di nuovo con l’AS Montferrand per 34 a 22. A causa di un infortunio, però, Emile non ha potuto disputare la finale.

La Pantera Nera era però in campo schierato ala il 24 maggio 2003, quando lo Stade Toulousain ha vinto la finale della Heineken Cup al Lansdowne Road di Dublino nel derby contro l’USA Perpignan (squadra che nella prima fase era nel medesimo girone dell’Arix Viadana). Il Tolosa ha vinto con il punteggio di 22 a 17, grazie ad una meta di Vincent Clerc e i punti al piede di Yann Delaigue, diventando di nuovo campioni d'Europa dopo il trionfo del 1996.

Il successivo 7 giugno il nativo di Lione era di nuovo nel XV titolare del Tolosa che è arrivato a giocarsi il Top 14 in finale contro lo Stade Français di Diego Dominguez. Quel giorno, dopo sei finali vinte, i Rouge et Noir non sono riusciti a portare in bacheca il Bouclier de Brennus, perché i parigini si sono imposti per 32 a 18 grazie anche a sei piazzati dell’apertura azzurra.

Nel 2004 il ragazzo ha giocato ancora la finale di Heineken Cup, che si è svolta a Twickenham contro i London Wasps. Gli inglesi si sono imposti per 27 al 20 a seguito di un errore di Clement Poitrenaud, che ha così impedito al Toulouse di vincere un secondo titolo consecutivo.

In quel periodo Ntamack è stato afflitto da numerosi infortuni, tant’è che nella stagione 2004-05 ha fatto solo sporadiche apparizione per il suo club, compresa una partita di Heineken Cup contro Glasgow. Per questo motivo a fine stagione il trequarti ha deciso di appendere definitivamente le scarpette al chiodo. In diciassette anni con il Tolosa, Emile ha collezionato 103 presenze, vincendo sette titoli di Top 14 e due Heineken Cup.

Terminata la carriera sul campo, per la Pantera Nera è iniziata immediatamente quella sulla panchina. Nel 2005 si è occupato della squadra nazionale Under-21, con la quale è diventato campione del mondo nel 2006, schierando giocatori come Lionel Beauxis.

Nello stesso periodo, fino al 2008, Ntamack è stato membro del consiglio di amministrazione della French Rugby Union.

Il 24 ottobre 2007 Emile è diventato il responsabile della formazione dei trequarti della Nazionale maggiore, agli ordini dell’head coach Marc Lievremont, il quale aveva da poco preso il posto occupato da Bernard Laporte. Didier Retiere era invece l’allenatore degli avanti.

Questo trio ha condotto il XV con il Galletto a vincere una partita in Nuova Zelanda nel 2009; la quarta vittoria del Bleus nel paese della Lunga Nuvola Bianca dopo quella del 14 luglio 1979 e i due successi datati 1994, ai quali Ntamack aveva preso parte. Quindi, è stato vinto il Sei Nazioni del 2010 con tanto di Grande Slam (il nono nella storia del XV di Francia).

Nel 2011, dopo aver vissuto due mondiali da giocatore arrivando al terzo e al secondo posto, Emile ha raggiunto da allenatore la finale del Mondiale neozelandese, dove la Francia ha perso per un solo punto contro gli All Blacks.

In seguito Ntamack ha allenato la squadra Under-13 dello Stade Toulousain ed è stato anche responsabile dello sviluppo tecnico dei giocatori dai 13 a 17 anni.

Il 19 giugno 2015 Laurent Marti, Presidente della Union Bordeaux Bègles, ha annunciato che Emile Ntamack sarebbe diventato l'allenatore della backline del club per le seguenti tre stagioni. Il 7 aprile 2017, però, l’ex ala della nazionale ha annunciato che non avrebbe onorato l'ultimo anno del suo contratto, lasciando l’UBB alla fine della stagione per restare vicino alla sua famiglia a Tolosa.

Nel 2016 il sito Rugbyrama ha classificato Ntamack al primo posto tra i migliori giocatori nella storia dello Stade Toulousain. Nel luglio dell’anno successivo Emile è stato nominato direttore generale della formazione dei Rouge et Noir e ha preso anche il posto di Fabien Pelous in qualità di Direttore Sportivo, ma non è mai intervenuto nella prima squadra.

Nel 1996 Emile ha dato origine alla creazione di un suo marchio di abbigliamento sportivo, NTK DG, assieme a Denis Grenouillé, ex arbitro di rugby. Inoltre, dal 2001 la Pantera Nera è stato responsabile della telefonia mobile nel Grande Sud Ovest per conto di Orange (France Telecom).

Il 12 febbraio 1998, assieme a Jean-Marc Lhermet del Montferrand, Ntamack ha creato una prima unione nazionale di giocatori professionisti di rugby che l’8 ottobre del 2001 è diventata Provale. Oggi Provale ha più di 500 iscritti.

Il figlio di Emile, Romain Ntamack, classe 1999, gioca anch’egli nello Stade Toulousain nel ruolo di apertura e ha guadagnato caps con le nazionali Under-17 e Under-20, venendo definito “il giovane prodigio del rugby francese”.

 

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