4 anni fa 04/06/2018 14:16

Bernard Gadney: cuore coraggioso

Il primo capitano inglese che ha sconfitto gli All Blacks

"Quando l'Inghilterra ha sbandato e Gadney ha lottato da solo, abbiamo visto che qui c'era una squadra fiduciosa e aggressiva, con un capitano che conosceva la sua stessa mente e poteva dare ai suoi uomini un esempio." (Un corrispondente del Times, dopo la vittoria dell’Inghilterra sugli All Blacks nel 1936)

Il mediano di mischia Bernard Gadney ha condotto l'Inghilterra da capitano alla conquista della Triple Crown nel 1934 e alla prima vittoria contro gli All Blacks due anni dopo, quando ha dato inizio all’azione che ha portato alla prima meta del Principe russo Aleksandr Obolenskij. Sempre nel 1936, Gadney ha capitanato i Lions durante il loro Tour in Argentina, dove sono state vinte tutte e dieci le partite in programma.

Gadney era insolitamente alto per un mediano di mischia (circa 1,88 metri) e questo conferiva a lui molta autorità: raramente, infatti, aveva bisogno di alzare la voce. Era un feroce placcatore ed è stato uno dei primi numeri 9 a sostenere il famigerato “reverse pass”, spingendo la palla ad una velocità incredibile. Il suo atteggiamento si rifletteva nella sua idea di riscaldamento, che consisteva nel scendere dall'autobus per Twickenham dieci fermate prima e fare di corsa il resto della strada fino al campo.

Bernard Cecil Gadney è nato il 16 luglio 1909 ad Oxford e ha studiato presso la Dragon School e poi alla Stowe, nel Buckinghamshire dove è stato capitano del XV e ha giocato anche a cricket (in seguito il ragazzo ha giocato a cricket per Oxfordshire). Suo fratello Cyril Gadney era un arbitro internazionale di rugby ed è stato presidente della RFU.

Tra gli amici di Oxford di Gadneys c’era anche il famoso scrittore Thomas Edward Lawrence, il quale un giorno ha chiesto a suo padre, Herbert, che si occupava di libri antichi, di pubblicare il suo romanzo “The Mint”. Purtroppo, il signor Gadney aveva ormai terminato i soldi. Infatti, Bernard era pronto per andare alla Oxford Universities con una borsa di studio, ma gli affari di suo padre avevano sofferto durante la Prima Guerra Mondiale ed era rimasto a corto di denaro. Il ragazzo ha così trascorso un periodo lugubre in una conceria a Bermondsey mentre giocava a rugby per il Richmond RFC.

Quando ha iniziato ad insegnare alla Winchester House Prep School, nel Northamptonshire, Bernard è entrato a far parte dei Leicester Tigers, debuttando in prima squadra nel 1929. Nel decennio successivo il mediano ha disputato 170 partite per il club, segnando 63 mete, molte delle quali arrivate a seguito di potenti breaks della mischia.

Il ragazzo ha fatto il suo esordio con la nazionale inglese contro l'Irlanda a Dublino, il 13 febbraio del 1932, nell’ambito dell’Home Nations, il Cinque Nazioni privato proprio quell’anno della Francia in quanto esclusa con l'accusa di professionismo. Capitano inglese era Sir Carl Aarvold, futuro avvocato e magistrato di alto livello. Eroe del giorno, invece, il trequarti centro Don Burland da Bristol, che con una meta, la trasformazione della stessa e due penalties ha realizzato tutti i punti che hanno permesso ai sudditi dei Windsor di vincere 11 a 8.

Il 19 febbraio seguente Bernard è sceso in campo contro la Scozia tra le mura amiche di Twickenham. Gli uomini in bianco hanno conquistato la Calcutta Cup sconfiggendo i rivali con il punteggio allora stratosferico di 16 a 3, tenendo conto che all’epoca schiacciare l’ovale oltre la linea proibita portava solamente tre punti.

L’Inghilterra, che alla prima giornata aveva perso con il Galles, è arrivata in cima alla classifica del torneo a pari merito con i Dragoni ed il XV del Trifoglio.

L’Home Nations dell’anno seguente si è aperto per i bianchi con la sconfitta casalinga per mano del Galles. Quel giorno Gadney non era in campo, ma c’era invece nella sfida successiva contro l’Irlanda, in quel di Londra, partita nella quale il mediano di mischia ha realizzato la sua unica meta in maglia bianca. Il XV della Rosa (con l’ala Tony Novis eletto capitano al posto di Aarvold, che si era ritirato dopo la sconfitta con i gallesi) ha vinto 17 a 6, per poi perdere 0 a 3 a Murrayfield per mano di una Scozia che è passata dal Cucchiaio di Legno dell’anno precedente alla Triple Crown.

Nel 1934 Bernard è stato nominato capitano della nazionale, diventando così il primo giocatore del Leicester ad ottenere tale onore. Il ragazzo di Oxford ha portato subito l'Inghilterra alla conquista della Triple Crown.

Il 20 gennaio 1934 i bianchi hanno aperto il torneo espugnando il Cardiff Arms Park con un perentorio 9 a 0, grazie alle due mete del nativo di Waterloo Graham Meikle e a quella di Tim Warr, trequarti ala degli Old Leodiensians, famoso giocatore di cricket ed insegnante scolastico. Entrambi questi giocatori erano al loro primo cap.

Il 10 febbraio gli inglesi hanno espugnato il Lansdowne Road vincendo con il punteggio di 13 a 3. Meta ancora di Meikle e doppietta del flanker Henry Fry, il quale, in seguito, sarebbe diventato un bravo arbitro internazionale. Il tallonatore Gordon Gregory ha aggiunto quattro punti al bottino trasformando due di queste marcature.

Il successivo 17 marzo, a Twickenham, la squadra inglese ha conquistato la prima Triple Crown dal 1928 battendo la Scozia 6 a 3. L’ovale è stato schiacciato oltre la linea da Lewis Booth, che ha preso il posto all’ala di Warr, e del solito Graham Meikle, che con le sue quattro mete è risultato essere il top scorer del torneo.

L’anno seguente Bernard ha mancato le prime due partite del Home Nations, dove capitano è stato Douglas Kendrew, conosciuto come Joe, uno che di leadership se ne intendeva tanto che sarebbe diventato Generale Maggiore della British Army durante la Seconda Guerra Mondiale. Il numero 9 del Leicester è rientrato in campo, di nuovo come skipper, il 13 marzo per l’ultima sfida contro la Scozia a Murrayfield, dove gli uomini che abitano a nord del Vallo di Adriano hanno sconfitto quelli del sud con il punteggio di 10 a 7.

Il 4 gennaio 1936 gli inglesi hanno affrontato a Twickenham gli All Blacks. Prima di allora Inghilterra e Nuova Zelanda si erano incontrate due volte. La prima durante il tour degli Originals del 1905, al Crystal Palace di Londra, dove i bianchi avevano perso 0 a 15. Il successivo match è avvenuto 20 anni dopo nel tempio del rugby, dove sono stati sconfitti 11 a 17.

Per il terzo match i selezionatori britannici hanno impostato una squadra di ragazzi. Il ventenne studente di medicina di Barts, Peter Candler all’apertura. Due ventunenni al centro: il giocatore di cricket del Warwickshire e futuro giornalista Peter Cranmer, e Ronnie Gerrard, battitore del Somerset e, a breve, eroe di guerra. E poi il diciannovenne principe russo Aleksandr Obolenskij sull'ala destra, al suo esordio assoluto. Bernard Gadney aveva il compito di dirigerli in veste ancora di capitano, mentre la sua controparte in maglia nera era il flanker del Canterbury Jack Manchester.

La Nuova Zelanda era arrivata a Londra dopo aver sconfitto le London Counties e dopo avere battuto Scozia e Irlanda e avere perso per un solo punto contro il Galles al Arms Park. La squadra della Rosa, invece, non si era neppure allenata fino al venerdì pomeriggio precedente la sfida, quando i giocatori si erano radunati presso l'Honorable Artillery Company Ground in the City per un allenamento che ha sfiorato la farsa. La sera, l'Inghilterra ha cenato al Metropole Hotel, in Northumberland Avenue, a Londra, dove si trovavano anche i neozelandesi.

L’arbitro J.W. Faull ha dato il fischio d’inizio alle 14,15, ora locale, di fronte a 70000 spettatori. Per la prima mezz'ora il gioco si è spostato pigramente avanti e indietro a centrocampo; poi è arrivato il momento di Obolenskij. Gadney ha raccolto la palla uscita da una mischia a introduzione inglese sulla linea dei 22 metri dei padroni d casa e l’ha passata a Peter Candler, il quale, due passaggi più tardi, l’ha ricevuta indietro dal suo centro interno Peter Cranmer. Obolensky, non vedendo la sua stessa ala destra, si è lanciato all'interno e ha raccolto il passaggio dall’apertura. Liberatosi con una finta di un paio di All Blacks, stringendo la palla al petto e con la testa all'indietro, il russo ha trovato il proprio ritmo, ha aggirato l'esterno della difesa e ha corso in diagonale per tutta la lunghezza del campo senza che nessuno riuscisse a reggere il suo passo, andando infine a schiacciare all’angolo sinistro. Questa è ancora oggi considerata una delle più belle mete mai realizzate dall'Inghilterra. Anche la seconda marcatura, però non è stata da meno. Ricevuto l’ovale dalle mani di Candler appena fuori dalla linea dei 22 metri avversari, mentre i giocatori neozelandesi hanno seguito il flusso del gioco verso destra, il principe ha intravisto che lo spazio si apriva sul lato sinistro e si è precipitato verso di esso. Ha corso in diagonale attraverso il campo, ha sorpassato quattro difensori e fatto baciare la palla e l’erba all’angolo opposto della prima meta. Il punteggio è stato arrotondato dalla segnatura di Hal Sever, l’altro trequarti ala, anch’egli esordiente, e dal drop di Peter Cranmer. È stato così che l’Inghilterra ha meritatamente vinto 13 a 0, un margine sui neri che è rimasto record fino al 38 a 21 del 2012. Quel giorno Obolenskij è entrato nella leggenda grazie alle sue due marcature e Gadney per l’egregia performance dietro il proprio pack e per essere diventato il primo capitano inglese ha sconfiggere gli All Blacks.

Il 18 gennaio seguente Bernard ha guidato la sua squadra nel match di apertura dell’Home Nations contro il Galles, al St Helen's di Swansea, dove la partita è terminata con il punteggio calcistico di 0 a 0. L’8 febbraio è stata la volta dell’incontro con l’Irlanda a Dublino. I padroni di casa hanno vinto 6 a 3, con due mete contro una (di Hal Sever) nessuna delle quali trasformata. Infine, il 21 marzo, il XV della Rosa ha battuto la Scozia a Twickenham per 9 a 8.

In estate, sempre del 1936, il mediano di mischia è stato selezionato per intraprendere il tour della squadra delle British Isles (i futuri Lions) in Argentina, anche se In realtà si trattava di una selezione inglese rinforzata da alcuni giocatori scozzesi e irlandesi. Gadney, che di quella squadra era il capitano, ha condotto i propri uomini a conquistare dieci vittorie in altrettanti incontri, tutti con risultati altisonanti. Lui, dal canto suo, ha realizzato una hat trick nella partita contro l’Argentina B. L’unico match con la nazionale albi-celeste è stato vinto per 23 a 0. La nave della squadra ha impiegato cinque settimane per raggiungere Buenos Aires e la leggenda narra che i giocatori, dopo avere perso in mare tutte le loro palle da rugby, si sono infine allenati con i giubbotti di salvataggio.

Bernard in seguito ha disputato altri due incontri per l’Inghilterra, perdendo però il ruolo di capitano: uno nel 1937 a Murrayfield, vinto dai bianchi per 6 a 3, e l’altro nel 1938 a Cardiff, dove i padroni di casa si sono imposti con il punteggio di 14 a 8.

A quel punto il mediano di mischia di Oxford ha deciso di ritirarsi, con 14 caps sulle spalle, 8 dei quali da capitano, e una meta realizzata.

Tra il 1933 ed il 1938 Gadney ha giocato anche nove partite per i Barbarians realizzando una meta il 12 ottobre 1933 al Newport, e avendo l’onore di esserne il capitano nel 1936. Il 28 dicembre 1937, invece, ha giocato in maglia bianco-nera contro i suoi compagni del Leicester, vincendo 34 a 0.

Nel 1938 Bernard è diventato preside della Malsis School di Glusburn., nel North Yorkshire, ed è per questo che ha deciso di lasciare il rugby. In quel periodo numerosi giocatori internazionali hanno battuto un percorso verso Malsis per cercare il suo coaching. I ragazzi avrebbero presto imparato che il loro preside era l'unico giocatore in grado di fare danni con un “reverse pass”.

Nel 1939 l’ormai ex mediano di mischia ha sposato Kelly Lilley. Mentre i novelli sposi si trovavano in Francia per la Luna di Miele è scoppiata la Seconda Guerra Mondiale e i due sono stati costretti a rientrare velocemente in patria.

Nonostante avesse la possibilità di non arruolarsi, in quanto affetto da asma, Gadney si è offerto volontario come marinaio per la Royal Navy. Successivamente, poco dopo il D-Day, è stato imbarcato su un mezzo che attraversava la Manica trasportando gli armamenti e tornando in patria con i soldati tedeschi prigionieri.

Rientrato a Malsis dopo la guerra, Gadney si è rivelato un preside liberale, molto apprezzato dai suoi ragazzi. Quando era arrivato c'erano solamente 12 iscritti, ma al momento in cui è andato in pensione, nel 1965, ce n'erano 200. Negli anni '50 Bernard ha installato un cinema nella scuola, con l'attrezzatura comprata nel locale mercato delle pulci, e ha creato la Malsis School Building Fund, raccogliendo fondi con i quali ha fatto costruire una piscina, una palestra e una cappella che incorpora un memoriale per gli studenti uccisi durante la guerra.

Dal 1946 al 1949 l’ex mediano di mischia è stato presidente dell'Oxfordshire RFU e nel 1947 ha formato l'England Rugby Internationals Club (E.R.I.C.) dopo aver ritenuto opportuno che venisse effettuata una raccolta per il presidente uscente della RFU, Sidney Coopper. La sua lettera di richiesta di donazioni è stata inviata in tutto il mondo e la risposta è stata travolgente.

Negli ultimi anni Bernard si era ritirato a vivere nel Suffolk, dove giocava a golf e visitava la tomba del suo vecchio amico Obolenskji, ucciso nel 1940 in un incidente mentre pilotava un aereo della RAF. Kelly Lilley è morta nel 1983 e lui è vissuto con i loro tre figli sino al 14 novembre del 2000, quando all’età di 91 anni ha passato l’ovale.

Gadney è stato nominato nella squadra del secolo dei Leicester Tigers e poco dopo la sua morte è diventato il primo giocatore ad essere inserito nel Wall of fame del Museo del Rugby di Twickenham.

 

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