4 mesi fa 30/12/2020 01:24

In memoriam - chi ha passato la palla nel 2020

I personaggi scomparsi nel panorama ovale italiano e internazionale

Alla fine di ogni anno ecco che ci ritroviamo con la nostra rubrica-necrologio. Con “In memoriam” diamo un caldo saluto a tutti coloro che hanno passato la palla nel corso dell’anno.

Il 2020 è stato nefasto… sotto ogni aspetto. Il mondo dello sport ha pianto la scomparsa di numerose personalità: dall’ex Juve Pietro Anastasi al campione dei Lakers di basket Kobe Bryant, deceduto a inizio anno; poi Mario Corso, ex calciatore dell’Inter; El Pibe de OroDiego Armando Maradona e Paolo Rossi.

Il rugby ha pianto alcuni personaggi emblematici, forse non celebrità, ma pur sempre figure che hanno tappezzato la storia di questo sport.

Il 7 marzo scorso passa la palla l’ex tre quarti gallese Matthew Watkins, deceduto a 41 anni a causa di un cancro diagnosticato nel 2013. Watkins ha vestito la maglia di Scarlets e Newport in Celtic League, e vanta una stagione in Premiership con Gloucester. Ha totalizzato 18 caps con il Galles, tra il 2003 e 2006, facendo il suo esordio allo Stadio Flaminio il 15 febbraio 2003 nel match di Sei Nazioni con l’Italia (vittoria per gli Azzurri 30-22).    

Personaggio emblematico nel rugby italiano, poliedrico e forse poco noto, ma Paolo Paoletti merita una bella fetta di questo necrologio. Deceduto lo scorso 29 marzo a seguito di una lunga malattia, aveva 67 anni. Paoletti ha vestito la maglia del Frascati, del CUS Genova e del Brescia tra gli anni ’70 e ’80 giocando come tallonatore. Nel 1972 fece il suo esordio con l’Italia in un match giocato a Lisbona, contro il Portogallo, e in tutto ha totalizzato 20 caps. Dopo il ritiro, nel 1982 inizia la carriera di arbitro, durata dieci anni, fino al 1992. E non finisce qui! Paoletti è stato anche attore di teatro e ha portato in scena l’opera Finding Murdoch, un dramma a tema rugbystico il cui protagonista era l’ex All Black Keith Murdoch, noto in Nuova Zelanda per essere fuggito in Australia, dove si rese irreperibile.

Il 7 luglio, a Tolone, passa la palla Gilbert Doucet, deceduto a 64 anni per un arresto cardiaco. Terza linea, in carriera ha vestito le maglie di Tolone, Lourdes e Nizza, vincendo il Campionato nel 1986-87 con la maglia di Tolone. Da allenatore ha guidato Tolone in due stagioni (96-97 e 2006-2007), passando poi per Bayonne e Grenoble. Ha guidato il Rugby Roma tra il 1998 e 2002, Calvisano tra il 2002 e 2004. In Italia ha riportato diversi successi, come lo scudetto del 1999-2000 vinto a Roma, e due Coppe Italia.

Continuando con il rugby italiano, lo scorso 27 agosto se ne va Pierluigi Camiscioni, seconda linea tra gli anni ’70 e ’80, vestendo la maglia di Rugby Roma e L’Aquila. Con quest’ultima ha conquistato lo scudetto del 1981-82. Tra il 1975 e 1978 ha ottenuto 7 caps con l’Italia. Ritiratosi dal rugby ha preso la gestione di un ristorante e ha lavorato come controfigura. Di chi, vi chiederete? Di Bud Spencer. Camiscioni ha realizzato vari film con l’attore italiano, a Miami e in Costa Rica. In un’intervista ricorda il seguente aneddoto: Camiscioni trascorreva un sacco di tempo nella roulotte di Bud Spencer, durante le riprese. La pausa pranzo era uno spettacolo, dal momento che a cucinare era l’ex rugbysta. Alchè Bud gli diceva: “A Camisciò, te me fai magnà troppo e poi m’engrasso!”

Il 29 ottobre se ne va la leggenda gallese J.J.Williams, a 72 anni, dopo aver combattuto contro un cancro. Emblema del Galles degli anni 70, ha vestito le maglie di Bridgend e Llanelli. Tra il ’73 e ’79 totalizza 30 caps con il Galles, partecipando a sette Cinque Nazioni vincendone quattro (1975, 76, 78 e 79). Nel 1974 partecipò al glorioso Tour dei Lions in Sudafrica, e qui segnò la bellezza di quattro mete in due test match con gli Springboks.

Probabilmente l’addio che ci ha scioccato è stato quello dello scorso 24 novembre, quando a Saint-Cloud Christophe Dominici, ex ala francese, si è tolto la vita gettandosi da un edificio. Aveva 48 anni. Un gesto estremo, che al momento non ha avuto spiegazioni. Dominici è stato uno dei personaggi iconici del rugby francese. Ha vestito la maglia dei Blues dal 1998 al 2007, collezionando 67 caps e 125 punti. Tra il 1993 e 1997 è stato in forza a Tolone, ma i successi migliori li ha ottenuti con la maglia dello Stade Français, tra il 1997 e 2008: 5 campionati Top14 e una Coppa di Francia. Aveva all’attivo otto partecipazioni al Sei Nazioni, vincendone tre (1998, 2002 e 2004) e tre partecipazioni alla Rugby World Cup (1999, 2003 e 2007). Ha giocato la finale dei Mondiali del 1999, contro l’Australia.

 

Nel corso dell’anno ci hanno lasciato gli azzurri Giorgio Ricciarelli, Presidente onorario dell’ASR Milano (azzurro numero 192), Zeffirino Rossi (azzurro numero 182) figura storica del movimento bresciano e Franco Perrini (azzurro numero 152), estremo della Rugby Roma e della Nazionale (11 caps) tra il 1955 e il 1963.

 

Duole infine salutare dei giovanissimi rugbisti: Gabriele Giustetto, 20enne di Moncalieri scomparso a causa di un incidente sull'autostrada Torino-Savona. Il giovane aveva preso parte all’Accademia U16 di Torino e all’Accademia U18 di Milano. A inizio anno, nel giro di qualche giorno sono scomparsi il giovane arbitro Tommaso Battini, vittima di un incidente aereo a Bologna, e la giovanissima Lisa Collazuol (18 anni) rugbista del Rugby Alpago.

 

 

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