8 giorni fa 20/02/2021 10:20

Dan Carter saluta il rugby giocato

Il recordman degli All Blacks appende gli scarpini al chiodo, ecco la sua storia

Il giorno è arrivato: Dan Carter appende le scarpette al muro. Il simbolo degli All Blacks e dei Crusaders dice basta

Daniel Carter (1,78 m x 94kg), all’età di 38 anni tramite il suo profilo Instagram ha comunicato la scelta di dare un taglio al rugby giocato. Quest’idea l’aveva già avuta ai tempi di Racing Metro, ma c’è sempre stato quel qualcosa che l’ha convinto a non mollare e andare avanti. Prima di tornare in Nuova Zelanda e firmare per i Blues si era accorto come la mancanza di rugby, dovuta dalla pandemia, l’avesse fatto pensare e accorgere che, insieme alla famiglia, era l’elemento che lo rendeva più felice nonostante non fosse più un ragazzino. Dan Carter è stato l’All Blacks numero 1034, ha segnato 1598 punti nei test internazionali, diventando il miglior marcatore di tutti i tempi, oltre alle due coppe del mondo vinte (quella del 2015 da protagonista) e i Tri Nations/Rugby Championship del 2003, 2005, 2006, 2007, 2008, 2010, 2012, 2013 e 2014. 
L’emblema del rugby moderno dunque dice basta. In tanti si sono ispirati a lui, più e meno giovani, per tanti è stato il miglior numero 10 della storia del rugby. 
L’apertura neozelandese, simbolo dei Crusaders, ha passato anche diverso tempo in Europa iniziando da Perpignan, avversaria della Benetton Treviso in Heineken Cup nel 2008-2009, disputando solo 5 partite. Tre anni da protagonista al Racing Metro, due al Kobelco Steelers in Giappone per concludere ai Blues nella scorsa stagione.

 

Le sue parole di addio: 

L'ANNUNCIO:

Ci ho pensato in tante occasioni ma oggi credo sia il giorno giusto e sono molto grato di poterlo fare stando bene. Mi sto ufficialmente ritirando dal rugby professionistico. Uno sport che pratico da 32 anni e che mi ha aiutato a plasmare la persona che sono oggi. Non posso ringraziare abbastanza tutti coloro che hanno avuto un ruolo nel mio viaggio - dai miei compagni di squadra, avversari, squadre di allenatori e dirigenti, sponsor e in particolare voi, i tifosi. Una menzione speciale ai miei amici e familiari che mi hanno supportato e guidato nella mia carriera. Mamma e papà, grazie per tutto quello che avete sacrificato per me. Mia moglie Onore per essere stata la mia roccia e per avermi permesso di realizzare i miei sogni mentre crescevo la nostra bellissima famiglia - non posso ringraziarti abbastanza. Sono entusiasta del mio prossimo capitolo della vita e di come sarà. Per ora, mi dispiace abbandonare il gioco, ma il momento è giusto. Il rugby farà sempre parte della mia vita. Grazie

 

 

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