8 mesi fa 23/10/2018 01:45

I numeri delle italiane in questa prima parte di Challenge Cup

Benetton e Zebre: il punto sulla Challenge Cup

Fiammiferi! Sul sito ufficiale dell'EPCR viene tradotto così l'inglese “matches”, partite. E noi vogliamo partire proprio da lì, dai fiammiferi. Meglio: dal fuoco e dalle fiamme che le franchigie italiane di Pro 14 sono riuscite a sprigionare in questa prima parte di Challenge Cup. Sfiga a parte, chiaro. Ma per comprendere meglio questo antipasto di Europa, per la prima volta orfana di italiane in Champions (quasi un bene visto che la Challenge è senz'altro dimensione che calza meglio per le ambizioni dei nostri), abbiamo deciso di giocare con i numeri, proprio sullo stile del sito di cui sopra.

 

1 – A tanto ammonta, al momento, il distacco tra gli Harlequins e la Benetton nella Pool 5. E parliamo della comparazione tra le differenze punti segnati/subiti: +26 contro +25. Harlequins primi e Benetton seconda, stessi punti in classifica. Considerando le batoste degli anni scorsi nelle coppe, ci piace un bel po' rimarcare questo aspetto. Scalda il cuore, diciamocelo.

 

1 – Come la prima vittoria delle Zebre in Challenge, quest'anno. Un successo sui Bears ottenuto alternando clava e guanti bianchi, grazie al calcio finale di Canna e nonostante un giallo fin troppo generoso sul finale per Luus, reo soltanto di... aver giocato a rugby.

 

1 – Uno, infine, è anche lo scarto (20-19) con cui la Benetton è dovuta tornare a casa dalla trasferta di Agen. E brucia: primo, perché la quarta vittoria stagionale di fila dei Leoni era decisamente alla portata; secondo, perché l'avvio degli uomini di Crowley è stato devastante (0-12, praticamente un punto al minuto); terzo, perché agli italiani non capita spesso di rimediare sconfitte in Europa pur avendo segnato una meta più degli avversari.

 

9 – Dimenticavamo la sfiga. Ecco, stavolta è toccata a Marcello Violi. Il numero 9 delle Zebre ha dovuto lasciare il campo per una spalla lussata. Festa amara, dunque. E ciao ciao Nazionale alla vigilia del raduno azzurro a Verona.

 

101 – È il risultato della somma di 42 più 59, i punti segnati rispettivamente da Zebre e Benetton. Abbiamo fatto un gioco. Crudele, a dire il vero, ma era tanto per toglierci una curiosità. L'ultima apparizione di club del massimo campionato italiano “al completo” nella seconda coppa europea per importanza – stagione 2013/'14 – vedeva Mogliano, Prato, Viadana e Calvisano attestarsi a un 114, sempre in due giornate.

 

94 – Questa invece è la somma tra i punti subiti da Zebre (60) e Benetton (34). Dunque una media di 23,5 a partita. Stesso gioco di prima? Ebbene: 346, per una media di 43,25 a partita.

 

8 – Quello della Benetton è l'ottavo miglior attacco tra le 20 partecipanti. Quello delle Zebre il tredicesimo. Miglior attacco quello della Rochelle (146 punti realizzati), il peggiore quello di Pau (21).

 

3 – In compenso, i biancoverdi hanno la terza miglior difesa. Davanti a loro soltanto Ospreys (27 punti subiti) e Clermont (32). In questa classifica i federali sono invece quindicesimi. Difesa più perforata quella dei russi dell'Enisei, con 146.

 

8 – Citiamo i siberiani soprattutto perché l'8 dicembre (!), a Sochi (!!!), che quanto a temperature invernali è comunque più vivibile di Krasnoyarsk, ospiteranno le Zebre per il terzo turno. È vero, nell'ultima uscita ne hanno buscati 64 in casa della Rochelle, ma ottenendo il bonus delle 4 mete segnate pur giocando per 54 minuti in 14.

 

13 – Ossia tutti i punti segnati dagli Harlequins a Grenoble sono venuti dall'apertura Marcus Smith. Peccato per gli inglesi che gli avversari ne abbiano invece realizzati 19, tra cui una meta d'intercetto da 80 metri di Visinia che urla vendetta. Sempre l'8 dicembre, i Quins saranno a Monigo per il primo vero esame. Se i Leoni avranno la meglio si potrà cominciare a parlare concretamente (badate bene: parlare. Tra il dire e il fare ci saranno altre tre partite) di play off.

 

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