6 anni fa 22/03/2016 11:20

Il Best XV del 6 Nazioni

Rugbymeet fa le nomination

L’Inghilterra di Eddie Jones è stata incoronata con merito vincitrice del Sei Nazioni, gli inglesi hanno battuto una dopo l’altra tutte le nazionali conquistando di diritto anche la Triple Crown. 

Come ogni anno, al termine del torneo ci apprestiamo a scegliere il nostro Best XV, i migliori giocatori che si sono distinti in queste 5 partite. Ovviamente gli inglesi hanno avuto un grosso spazio all’interno del nostro team, inoltre c’è l’esordiente assoluto Virimi Vakatawa che, statistiche  alla mano, è il miglior ball carrier del torneo. Noi schieriamo come secondo centro il miglior azzurro, Michele Campagnaro, ottimo il suo Sei Nazioni!

 

Best XV 6 Nazioni 2016:

15 Stuart Hogg (Scozia): Ha corso, ha battuto difensori e ha segnato mete. Da incorniciare la partita con la Francia dove ha segnato una meta di gran classe e servito un assist incredibile a Tim Visser. Di gran lunga il miglior estremo del torneo.

14 George North (Galles): Non è andato in meta solo nel match d'esordio contro l'Irlanda, poi ne ha segnata una a partita! Primo anche nelle statistiche di metri corsi, clean breaks e difensori battuti. Serve altro per attestare che il suo è stato un super 6 Nazioni?

13 Michele Campagnaro (Italia): Il migliore in assoluto di un'Italia disastrosa. Si è presentato alla grande contro l'Inghilterra tant'è che Eddie Jones lo ha definito un "serious player". Nonostante abbia perso il match contro il Galles è andato sul podio per i clean breaks e sopratutto per i turnover vinti. E' entrato in campo con la "fame" di fare bene e imporsi sull'avversario diretto risultando così aggressivo in difesa e al placcaggio e molto efficace in attacco.

12 Jamie Roberts (Galles): Prestazioni da incorniciare in ogni match, solido in attacco e roccioso in difesa. Se possibile il passaggio agli Harlequins in Inghilterra l'ha migliorato ulteriormente. 

11 Virimi Vakatawa (Francia): Esordio con il XV de France e meta, aihmè all'Italia, ma anche un susseguirsi di prestazioni veramente notevoli. Vakatawa è sul podio di quasi tutte le statistiche d'attacco, primo in quelle degli offload e contro l'Inghilterra ci ha regalato un incredibile placcaggio doppio. Una vera scoperta che ha relegato Jack Nowell (Inghilterra) alla mera citazione, anche se il ragazzo di Exeter si è distinto moltissimo sopratutto con due placcaggi salva partita su Henshaw contro l'Irlanda e proprio su Vakatawa contro la Francia.

10 Dan Biggar (Galles): E' stato il vero metronomo del Galles dettando tempi ed esecuzioni, ottimo al piede come al solito, nella partita e nel suo momento più difficile ha saputo tenere a galla il Galles con il calcio stoppato su Ford e la meta. Dragoni che hanno poi messo gran paura agli inglesi.

9 Conor Murray (Irlanda): Si è confermato il miglior mediano di mischia dell'emisfero nord. Dinamico, fisico, tecnico e con la giusta dose di malizia. Trova sempre il varco attorno al raggruppamento e si intende alla grande con Sexton. Forse il migliore in quest'Irlanda in transizione. Citazione Danny Care (Inghilterra) anche solo per la meta spacca partita alla Francia.

8 Billy Vunipola (Inghilterra): Il miglior portatore di palla del torneo, i suoi avanzamenti sono stati l’arma in più dell’organizzatissima manovra inglese. Vince la concorrenza di Picamoles (che ha abbandonato per infortunio troppo presto), Jamie Heaslip (Irlanda), del nostro Sergio Parisse (Italia) e di Taulupe Faletau (Galles). Quest'anno la concorrenza è stata veramente alta!

7 CJ Stander (Irlanda): Era all’esordio in maglia irlandese e all’esordio nel 6 Nazioni. Il sud africano del Munster si è comportato benissimo non facendo pesare più di tanto l’assenza di flanker come O’Brien e O’Mahoney. Flanker da caccia ma con il fiuto della meta, lo attende un grande futuro in maglia irish. 

6 John Hardie (Scozia): All’esordio assoluto nel torneo ma fin da subito è diventato un punto di riferimento nel pack scozzese. Era l’uomo che mancava a questa Scozia, un flanker che oltre al lavoro sporco in difesa sia in grado di supportare egregiamente anche le manovre offensive.  Citiamo anche Chris Robshaw (Inghilterra).

5 George Kruis (Inghilterra): La seconda linea di sostanza e lavoro sporco, buon giocatore anche a livello fisico, punto fisso del pack inglese e la concorrenza tra gli uomini di Eddie Jones non manca di certo!

4 Maro Itoje (Inghilterra): Ormai è già più di una promessa, da ex capitano dell’under 20 inglese a futuro capitano dei Saracens a un posto nell’Olimpo dei migliori del 6 Nazioni. Itoje dall’alto dei suoi 21 anni è stato un vero e proprio impact player nella mischia dell’Inghilterra, agile, veloce in touche e un vero segugio ruba palloni nel gioco aperto. 

3 Dan Cole (Inghilterra): Ha collezionato un minutaggio altissimo nonostante il ruolo di pilone richieda spesso riposo e non tutti gli 80 minuti in trincea. Solido ma soprattutto costante. 

2 Guilhem Guirado (Francia): Il nuovo capitano della Francia si è reso protagonista del suo personale miglior Sei Nazioni di sempre. Tranquillo e preciso in touche quanto mobile e aggressivo in mezzo al campo. Sempre uno dei migliori in campo. Trascinatore!

1 Joe Marler (Inghilterra): Il numero 1 inglese, in gran spolvero, ha disputato un altro Sei Nazioni ad altissimo livello, la delusione della Rugby World Cup è ora accantonata. Peccato per l’esclusione dal XV titolare con la Francia per la nota faccenda disciplinare… Ma quando Jones ne ha avuto bisogno lui si è fatto trovare pronto. 

 

Altri italiani in lizza? Difficile veramente trovarne qualcuno a parte il fuoriclasse Sergio Parisse che si è confermato ad alto livello ed è stato scelto da alcuni media stranieri ma che, secondo noi, davanti a se ha avuto sicuramente Billy Vunipola e forse Taulupe Faletau e Jamie Heaslep. Spendiamo anche una bella parola per Francesco Minto che il suo l'ha fatto placcando come un fabbro, se n'è accorto bene George North!

 

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