1 mese fa 27/02/2021 19:42

Galles show, al Principality Stadium battuta l’Inghilterra 40-24

La partita dei record, da North a Farrell. Il piede di Sheedy manda i gallesi in paradiso

In un Principality Stadium ancora vuoto per l’emergenza Covid, la squadra di casa cerca l’impresa guidata da mister 100 caps, George North, e dal capitano Alun-Wyn Jones. 

Eddie Jones è stato costretto a sostituire Courtney Lawes per l’infortunio subito nel match contro l’Italia, al suo posto ecco Mark Wilson. Visto che da una parte siamo stati costretti a sottolineare l’importanza e l’esperienza portata da North, va sottolineata anche la 50esima presenza per l’estremo, in forza ai Saracens, Eliot Daly. L’ex Wasps in settimana ha dichiarato dell’importanza di giocare al fianco di Owen Farrell sia a livello di club sia in nazionale garantendogli di migliorare di allenamento in allenamento. 

Il racconto del match:

La notizia di inizio partita è l’indisciplina inglese, Itoje punito due volte per due infrazioni, prima quella sul mediano Kieran Hardy, poi in rimessa laterale sulla costruzione della maul gallese. Perfetta la trasformazione in 3 punti di Dan Biggar dopo 4’ soltanto il Galles passa davanti, 3-0. Il primo squillo inglese arriva da Ben Youngs che, sfruttando la disattenzione delle guardie vicino al raggruppamento, crea un importante break. La difesa gallese per fermare la voragine creata dal mediano in forza ai Tigers è costretta a commettere fallo dando l’opportuna ad Owen Farrell di pareggiare la partita, al 12’ 3-3. 

La prima marcatura pesante del match arriva al 17’ dopo il cross kick di Biggar prendendo alla sprovvista l’Inghilterra mandando Amos a marcare il 10-3. Il XV di Pivac gioca un grande rugby ma è anche fortunato, una mancata ricezione di Rees-Zammit manda in meta Liam Williams che con l’aiuto di Slade. 

Il primo tempo si chiude all’insegna della nazione inglese andando prima a segno con Anthony Watson dopo aver ricevuto all’ala da Jamie George, poi il piazzato di Farrell a tempo scaduto, all’intervallo 17-14.

Nel secondo tempo il Galles riparte alla grande guadagnando un calcio di punizione nei 22 inglesi, Hardy batte velocemente sorprendendo la difesa inglese e va a marcare, 22-14. Il neoentrato Sheedy centrerà i pali, al 49’ 24-14. Il XV di Eddie Jones corre con il pallone e sfruttando la gambe di May e mandando a segnare Ben Youngs. Al 63’ arriva la trasformazione di Farrell, quinto giocatore della storia a segnare più di 1000 punti con la propria nazione (1001).  

L’indisciplina inglese caratterizza il finale Callum Sheedy è il mattatore, il Galles è primo in classifica ancora per altre due settimane. Cory Hill chiude del tutto il match, 40 punti concessi dagli inglesi, il finale è 40-24. 

La nazionale gallese si aggiudica la Triple Crown dopo aver sconfitto prima l'Irlanda poi la Scozia. 

 

 

Tabellino: 4’ c.p. Biggar (3-0), 12’ c.p. Farrell (3-3), 18’ m. Adams tr. Biggar (10-3), 21’ c.p. Farrell (10-6), 31’ m. Williams tr. Biggar (17-6), 37’ m. Watson (17-11); 40’ c.p. Farrell (17-14); 49’ m. Hardy tr. Sheedy (24-14), 54’ c.p. Farrell (24-17), 63’ m. Youngs tr. Farrell (24-24), 68’ c.p. Sheedy (27-24), 71’ c.p. Sheedy (30-24), 76’ c.p. Sheedy (33-24), 80' m. Hill tr. Sheedy (40-24).

Calciatori: Biggar (Galles) 3/3, Sheedy (Galles) 5/5, Farrell (Inghilterra) 5/7

Galles: 15 Liam Williams, 14 Louis Rees-Zammit, 13 George North, 12 Jonathan Davies, 11 Josh Adams, 10 Dan Biggar, 9 Kieran Hardy, 8 Taulupe Faletau, 7 Justin Tipuric, 6 Josh Navidi, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Adam Beard, 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens, 1 Wyn Jones

A disposizione: 16 Elliot Dee, 17 Rhodri Jones, 18 Leon Brown, 19 Cory Hill, 20 James Botham, 21 Gareth Davies, 22 Callum Sheedy, 23 Uilisi Halaholo

Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Anthony Watson, 13 Henry Slade, 12 Owen Farrell, 11 Jonny May, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Billy Vunipola, 7 Tom Curry, 6 Mark Wilson, 5 Jonny Hill, 4 Maro Itoje, 3 Kyle Sinckler, 2 Jamie George, 1 Mako Vunipola

A disposizione : 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Ellis Genge, 18 Will Stuart, 19 Charlie Ewels, 20 George Martin, 21 Ben Earl, 22 Dan Robson, 23 Max Malins

 

 

 

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